Chissà di cosa è capace ognuno di noi…

Altro giro altre serie british…

La prima è TOO CLOSE (Crime, Drama|ITV|2021|1 stagione) con Emily Watson, Denise Gough. In Italia è inedita e i sottotitoli in italiano non sono disponibili. Tratta dal romanzo di Clara Salaman pubblicato sotto lo pseudonimo di Natalie Daniels. La psichiatra forense Emma Robinson ha l’arduo compito di valutare Connie Mortensen accusata di un atroce crimine di cui non ricorda nulla.

.::Cosa ne penso::.

Un dramma con i suoi pregi e i suoi difetti in cui le due protagoniste sono state ottime nel mostrare i loro drammi personali; avrei preferito se si fossero concentrati più sul lato psicologico e meno su quello delle relazioni personali ma devo dire di avere comunque apprezzato la scelta. I tre episodi hanno un ritmo lento ma riescono comunque a mantenere l’interesse per la storia. La serie è una rappresentazione abbastanza buona di quello che la vita, a volte, ti riserva; situazioni in cui ci si ritrova per scelta o perché semplicemente è andata così e di come la somma di eventi uniti all’abuso o l’uso “sbagliato” degli antidepressivi (anche della leggerezza di chi dovrebbe vigilare sulla salute di coloro che purtroppo ne devono fare uso) possano innescare una tragedia.

La seconda è DES (True Crime, Drama|ITV|2020|1 stagione) con David Tennant, Jason Watkins, Mark Daniel Mays. In Italia è inedita ma i sottotitoli in italiano sono disponibili. La storia racconta del serial killer, realmente esistito, Dennis Nilsen che ha ucciso dai dodici ai quindici ragazzi tra il 1978 e il 1983. Le vittime erano giovani omosessuali senza fissa dimora, che faceva ubriacare per poi assassinarli. L’assassino è stato arrestato dell’ispettore Peter Jay. Il racconto verrà narrato attraverso gli occhi di tre uomini; Dennis Nilsen, Peter Jay e Brian Masters, il biografo che ha scritto il libro su cui si basa lo show, ovvero Killing for Company.

.::Cosa ne penso::.

I tre episodi, nonostante l’argomento, vanno giù come caramelle grazie anche all’ottima interpretazione di tutto il cast ma soprattutto di Tennant che riesce sia nella somiglianza fisica che nelle movenze a rappresentare un Nielsen credibile, a tratti serio, inquietante e ad altri ancora “normale”. I colloqui con il suo biografo Masters li ho trovati splendidi, hanno mostrato un “piccolo” sguardo nella mente di Des. A proposito di sguardi sono un’altra cosa che ho apprezzato perché hanno saputo trasmettere sensazioni ed emozioni. L’adattamento è abbastanza fedele, la scrittura l’ho trovata ottima e funzionale ed intelligente perché sono riusciti a rendere il racconto ancora più macabro e angosciante anche grazie all’uso egregio della musica e ai filmati d’archivio. Per chi vuole saperne un po’ di più vi consiglio di leggere la mia recensione che feci un po’ di tempo fa.

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