Il “punto di vista” di “Grace”

Serie crime?? Ovviamente si va in terra britannica, nuovo appuntamento con l’angolo british…

La prima è GRACE (Crime, Drama|ITV|2021|1 stagione, rinnovata per una seconda) con John Simm, Richie Campbell. In Italia è inedita ma i sottotitoli sono disponibili. Tratta dai romanzi di Peter James. Durante l’addio al celibato lo sposo scompare. Roy Grace, un detective dai metodi poco ortodossi e ancora tormentato dalla scomparsa di sua moglie Sandy (avvenuta sei anni prima) si occupa di questo caso che potrebbe fornire la chiave della sua redenzione.

.::Cosa ne penso::.

Le due puntate sono l’adattamento dei primi due romanzi (Dead Simple e Looking Good Dead) che non ho letto ma la serie l’ho trovata piacevole, certo nulla di eclatante o di mai visto, ma Simm mi è piaciuto nel ruolo di Roy, un poliziotto vulnerabile e umano ma determinato. La durata degli episodi è 90 minuti ma posso dire che non pesano, anzi. Se devo essere sincera ho preferito nettamente la seconda puntata, più solida e ben gestita rispetto al primo “caso”. Un buon poliziesco in pieno stile british, forse non il migliore ma che merita la visione. Ad ogni modo la parte tecnica, in particolar modo la fotografia, è veramente ben fatta. Come detto ho apprezzato Simm, ma anche il resto del cast l’ho trovato in parte.

La seconda è VIEWPOINT (Crime, Drama|ITV|2021|1 stagione) con Noel Clarke, Alexandra Roach, Amy Wren, Fehinti Balogun, Catherine Tyldesley, Phil Davis. In Italia è inedita e i sottotitoli in italiano non sono disponibili. La serie racconta la storia di un detective che indaga sulla scomparsa di un insegnante locale e che organizza un’operazione di sorveglianza in una casa vicina ma scopre presto che le sue esperienze passate e i suoi fardelli influenzano i suoi pensieri sul caso, minacciando l’operazione.

.::Cosa ne penso::.

Una serie che fa il suo dovere nell’intrattenere, diciamo che per alcune dinamiche bisogna sospendere un po’ l’incredulità (soprattutto per le dinamiche di indagine) ma fra voyeurismo e sorveglianza riesce ad offrire un “mistero” che ti porta a voler vedere il prossimo episodio per capire se si è sulla giusta strada. Il punto di vista è sia letterale che metaforico, perché se da un lato abbiamo quello formale, investigativo con un punto di vista (la finestra), dall’altro abbiamo quello figurato di noi telespettatori che col progredire della storia cambiamo opinione sui protagonisti. Gli attori mi sono piaciuti, Noel Clarke non l’ho mai apprezzato ma in questo ruolo non mi è dispiaciuto.

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