E nessuno ne restò…

Nuovo appuntamento con le serie britannche

La prima è BLOODLANDS (Drama, Crime, Thriller| BBC|2021|1 stagione ma già rinnovata per una seconda) con James Nesbitt, Lorcan Cranitch, Charlene McKenna. In Italia è inedita e ma i sottotitoli sono disponibili. Quando una macchina viene ritrovata nello Strangford Lough, contenente un possibile biglietto lasciato da una persona che si è suicidata, il detective della polizia dell’Irlanda del Nord, Tom Brannick, lo collega presto a un famoso caso irrisolto che ha un enorme significato personale e riaprirà la caccia al leggendario assassino conosciuto con il nome di Goliath.

.::Cosa ne penso::.

Quattro episodi che, sebbene non siano nulla di nuovo, mi sono piaciuti molto, forse i fan di Line of Duty troveranno alcune similitudini con alcune dinamiche. La serie scorre in modo convincente sia per come hanno gestito la storia, i colpi di scena e i personaggi, i quali sono ben caratterizzati; Nesbitt riesce a dare al suo Brannick l’aria da duro e da uomo distrutto ma senza mostrare (quasi) mai la sua vera natura. Altra cosa che ho apprezzato è lo sfruttare ma non sminuire la storia dell’Irlanda del Nord con i suoi “problemi”. Il racconto si sviluppa in modo credibile ed il finale, a parer mio, funziona anche come finale di serie ma al tempo stesso mette buone basi per la seconda stagione.

La seconda è AND THEN THERE WERE NONE (Crime, Thriller|BBC|2015|3 episodi) con Maeve Dermody, Aidan Turner, Charles Dance, Burn Gorman, Sam Neill . In Italia è andata in onda su Giallo e i sottotitoli sono disponibili. Scritta da Sarah Phelps, è basata sul romanzo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Invitati in una dimora, su un’isola al largo della costa del Devon, da una misteriosa coppia di coniugi, gli otto ospiti e i due domestici vengono tutti incolpati di omicidio da una voce misteriosa proveniente da un grammofono. Isolati dal mondo, gli ospiti muoiono, uno dopo l’altro.

.::Cosa ne penso::.

Quando la BBC vuole ci regala dei gioiellini e questa miniserie ne è un esempio, una delle poche che rende giustizia ai gialli della Christie. Certo c’è qualche piccolo cambiamento rispetto al libro, ma che rende ancora meglio il tutto, forse il festino a base di droga e alcool lo avrei evitato, ma vabbè. Sin da subito si è pervasi dalla nebbia e dall’isolamento e si vive quel senso di prigionia che è al centro della storia, questo grazie alle atmosfere, alla colonna sonora, alla fotografia e alla recitazione che risultano perfetti. Forse qui rispetto al libro è un pochino più facile intuire l’assassino, o può darsi che dica così visto che sapevo già tutta la storia. I temi affrontati sono tanti, grazie anche alla diversità dei vari personaggi (generali, governanti, giudici, medici e poliziotti) che formano un grande assortimento di ritratti umani. Di tutti gli adattamenti questa miniserie rimane il migliore.

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