Legami che vanno oltre il contatto fisico, la vicinanza e la vista.

Altro appuntamento con le serie british..

La prima è BLOOD (Drama| AcornTV|2018|2stagioni) con Adrian Dunbar, Grainne Keenan, Sean Duggan. In Italia è inedita e i sottotitoli in italiano non sono reperibili. Cat Hogan torna a casa nel West Meath nell’Irlanda rurale in seguito alla notizia della morte di sua madre, che aveva sofferto di una lunga malattia. Perseguitata dai flashback di un incidente della sua infanzia, è convinta che suo padre abbia qualcosa a che fare con la morte di sua madre.

.::Cosa ne penso::.

La serie, per lo meno la prima stagione, ci parla anche se in modo velato e non così diretto di eutanasia, ma soprattutto ci mostra quanto le decisioni prese dai genitori possano pesare sui figli, ma anche quanto i figli possano essere poco tolleranti verso quelle decisioni, decisioni che non sempre dovrebbero riguardare loro. La seconda l’ho trovata inferiore rispetto alla prima sia per trama che per svolgimento; alcuni colpi di scena sono stati usati un po’ come deus ex machina. Dal punto di vista tecnico la serie è bene fatta con un Adrian Dunbar veramente ottimo nel ruolo di Jim. Un plauso anche a Caroline Main che dà un’ottima prova nel ruolo della figlia Cat. Per un approfondimento vi consiglio di leggere l’articolo di Stefaniapiera.

La seconda è PURE (Dramedy| Channel4|2019|1 stagione) con Charly Clive, Joe Cole, Kiran Sonia. In Italia è disponibile su Raiplay. Basato sull’omonimo libro di Rose Cartwright. Marnie, ragazza scozzese di 24 anni e da 10 non sa perché sia afflitta da pensieri sessuali inquietanti e neppure cosa significano. Così decide di andare a Londra per cercare di scoprirlo e costruirsi una nuova vita.

.::Cosa ne penso::.

Sei episodi che mettono in scena in modo schietto, divertente e tal volta frustrante i problemi legati al Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) e ai pensieri intrusivi. La serie mostra il disturbo per quello che è, senza filtro e soprattutto senza demonizzarlo o “alleggerire” il problema. La serie segue la protagonista nel suo percorso di scoperta e convivenza con questa malattia, nel frattempo noi vediamo come questa sua condizione influisce sulle persone che la circondano. Marnie nella sua continua ricerca di stabilità incontrerà altri personaggi come Charlie, Shereen, Amber e Joe tutti con i loro piccoli e grandi problemi ma che in un modo o nell’altro cercheranno di aiutare Marnie. Gli attori li ho trovati tutti perfetti nella loro parte ed anche la parte tecnica è ben fatta. La nota stonata è che purtroppo non è stata rinnovata ma vi consiglio comunque di dargli una possibilità.

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