I had so much fun

In questo appuntamento due miniserie di recente fattura.

La prima è IT’S A SIN (Drama|Channel4|2021|5episodi) con Olly Alexander, Omari Douglas, Callum Scott Howells, Lydia West, Nathaniel Curtis, Neil Patrick Harris, Stephen Frey. In Italia è inedita e i sottotitoli sono reperibili. È il 1981, l’inizio di un nuovo decennio e Ritchie, Roscoe e Colin iniziano una nuova vita a Londra. Questi ragazzi, inizialmente estranei, e la loro migliore amica Jill, si ritrovano insieme e presto condivideranno le avventure l’uno dell’altro. Anno dopo anno, episodio dopo episodio, le loro vite cambiano, poiché il mistero di un nuovo virus (AIDS) inizia come una voce, poi una minaccia, poi un terrore, e poi qualcosa che li lega insieme nella lotta ed insieme sopporteranno l’orrore dell’epidemia, il dolore del rifiuto e i pregiudizi che gli uomini gay hanno affrontato nel corso del decennio.

.::Cosa ne penso::.

Una miniserie di stile retrò con una stupenda colonna sonora e un cast perfetto (i camei di Frey ed Harris non mettono in ombra il cast principale) che ripercorre in modo non banale il dramma dell’AIDS, non in termini medici ma in termini umani. Perché se essere gay era di per sé considerato una malattia o alla meno peggio un disonore per la famiglia, l’essere gay e sieropositivi era la “punizione divina” e una condanna a morte certa. La serie ci mostra come questo virus, anche all’interno della comunità gay, sia stato purtroppo sottovalutato da tutti ma poi, pian piano, grazie anche a Jill, il nostro gruppo di ragazzi ha cominciato a capire che questo “cancro gay” non era una cosa da poco. Russel T. Davies mette in mostra la vergogna, il terrore, l’incredulità e la negazione “giocando” molto bene le sue carte riuscendo così a creare un mix ben bilanciato fra il dramma e la gioia di vivere.

La seconda è THE PEMBROKESHIRE MURDERS (Drama, True Crime|ITV|2021|3 episodi) con Luke Evans, Keith Allen. In Italia è inedita ma i sottotitoli sono reperibili. E’ la storia di John Cooper, serial killer psicopatico che nel 1985 e nel 1989 uccise due coppie di sorelle, omicidi noti anche come “Pembrokeshire Coastal path murders“. Nel 2006 il neo Detective Steve Wilkins decide di riaprire dei “cold case” legati agli anni 80 e grazie alle avanzate tecnologie di analisi forense del DNA trova nuove prove che li collegano a Cooper.

.::Cosa ne penso::.

Un prodotto che riesce a “catturare” l’attenzione sia perché è una storia vera (non è una docuserie quindi alcuni fatti sono stati romanzati) sia per la recitazione, soprattutto quella di Oliver Ryan che interpreta Andrew, il figlio di John; il suo personaggio è quello meglio riuscito perché ci mostra molto bene la sofferenza e quello che doveva essere stata la sua infanzia e la sua vita. La serie riesce ad essere sensibile quando deve esserlo e non perde mai di vista chi ha sofferto però non riesce a trasmettere (almeno nel mio caso) pathos, non per chi fosse il colpevole, quello già lo si sapeva ma per un impostazione un po’ frettolosa, metodica e statica e forse anche proprio per Cooper che nonostante le atrocità commesse non ha quel fascino (o per lo meno la serie non ce l’ha mostrata) di altri suoi “colleghi”.

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