The Crown quarta stagione: la recensione

Il 15 novembre su Netflix è stata rilasciata la quarta stagione di The Crown. Questa stagione ricopre un arco temporale che inizia con primo incontro tra Carlo e Diana Spencer nel 1977 fino al 1990, anno delle dimissioni di Margaret Thatcher, prima donna a ricoprire la carica di primo ministro nella storia del Regno Unito. Diciamolo subito questa stagione è stata, a mio avviso, perfetta, non c’è stato un episodio banale o meno intenso. Il livello tecnico è stato, come nelle precedenti stagioni, di altissimo livello. Se avete qualche dubbio sull’iniziare o meno la serie metteteli da parte e iniziatela, non resterete delusi. La cosa che è sempre bene ricordare è che questa serie non parla di Elisabetta II ma parla della Corona e di quanto il peso di essa conti nella vita di chi la porta ma soprattutto di coloro che ne entrano in contatto; che tu sia parte della Royal Family o che tu ne entri a far parte o che tu sia un “semplice” dipendente, l’unica cosa che conta è il Dovere verso il proprio paese e in primis proteggere La Corona, sempre e a tutti i costi.

Se non siete in pari non proseguite la lettura.

“Donne e Potere”

La stagione si apre con l’elezione del Primo Ministro ed il primo di sesso femminile nella storia del Regno Unito, Margaret Thatcher, interpretata da una magnifica e strepitosa Gillian Anderson che in quest’occasione dimostra per l’ennesima volta il suo talento; è riuscita a mostrare i due volti della Lady di ferro, quello familiare e privato (il racconto dello smarrimento nel deserto del figlio durante la Parigi-Dakar, ne è stato l’esempio lampante) e quello pubblico e lavorativo dove non ha mai trattato gentilmente la Nazione, anzi, l’ha sempre spinta a fare di più sacrifici oggi per un benessere futuro. La Thatcher sembra non avere nulla in comune con la Royal Family (basti vedere il secondo episodio) ma soprattutto sembra essere in perenne contrasto con Elisabetta II, entrambe però hanno molto in comune come la stessa Regina dirà nell’ultimo episodio (quando in un intenso incontro conferirà a Margaret l’Order of Merit), entrambe, infatti, sono state trattate con paternalismo da tutti ed entrambe hanno dovuto dimostrare di essere all’altezza del ruolo che sono state portate a ricoprire. Nel frattempo ci sarà il primo incontro fra Carlo (Josh O’Connor) e Diana (una bravissima Emma Corrin) che darà il via ad una delle più tribolate storie d’amore. Ottima la narrazione che ha portato all’attentato da parte dell’IRA in cui resteranno uccisi oltre a Lord Mountbatten, Nicholas Knatchbull,Paul Maxwell e la baronessa Brabourne.

 “La mia vita, sia essa lunga o breve, sarà dedicata al vostro servizio e al servizio della nostra grande famiglia imperiale a cui tutti apparteniamo”

In questa stagione Elisabetta II è consapevole di essere un simbolo e se nelle prime stagioni c’era più conflitto con la parte personale e umana, in questa mostra tutta la freddezza che serve per portare quella Corona. Olivia Colman è stata semplicemente perfetta nel mostrare questo cambiamento. Forse solo nel quinto episodio c’è un momento di ritrovata empatia quando a causa dell’intrusione a Buckingham Palace di Michael Fagan (James Harkness) si mostrerà compassionevole verso i suoi sudditi ma non lo sarà mai con la sua famiglia, proprio perché La Corona e il Dovere vengono prima di tutto.

“La materia di cui sono fatti i sogni”

Una delle preoccupazioni maggiori di tanti fan era come venisse introdotta e rappresentata Lady Diana. Devo dire che non si può rimanere delusi perché hanno fatto un lavoro davvero egregio. Emma Corin ha saputo dare le giuste sfumature alla donna che avrebbe portato scompiglio nella Royal Family. Se con la Thatcher si toccano i temi politici come la guerra delle Falkland e l’Apartheid, con Diana si vanno a toccare i temi umani e di come La Corona sia un mondo a parte e di come lei sia divenuta Lady D e in poco tempo sia stata in grado di offuscare Carlo divenendo, di fatto, la Principessa del popolo.

“Proibire matrimoni che dovrebbero

essere permessi e forzarne altri che non dovrebbero”

La relazione fra Carlo e Diana ci ha mostrato quanto i due fossero diversi, non solo per estrazione sociale ma proprio come persone. Lei, una giovane ragazza infatuata da questo Principe che si ritrova non solo in una famiglia di estranei (solo Filippo le mostrerà un po’ di compassione) ma a dover dividere l’uomo che ama con la donna che Lui ama, Camilla (Emerald Fennell). All’interno della famiglia sembra ben accetta (per lo meno all’inizio) anche se fin da subito fingono di non vedere che i due siano una bomba ad orologeria pronta ad esplodere, solo la Principessa Margaret dirà qualcosa prima delle nozze intuendo che quello sarebbe stato l’ennesimo e disastroso matrimonio. Mentre pubblicamente sono il ritratto della felicità nel privato, i due coniugi sono sin da subito in crisi; Diana che fra il sentirsi sminuita e in perenne solitudine soffrirà di disturbi alimentari mentre Carlo si ritroverà offuscato dall’aura di Lady D sempre e comunque; il loro tour in Australia e Nuova Zelanda e quello a New York di Diana ne sono stati l’esempio perfetto, ma soprattutto Carlo ama e amerà sempre Camilla, come lui stesso ammetterà più volte: la sua lealtà non è per Diana ma per la donna che vuole e sempre vorrà al suo fianco. La Regina, piuttosto chiaramente ha detto ad entrambi che un divorzio, per l’erede al trono, non è contemplabile, come a rimarcare che La Corona verrà sempre prima della felicità di entrambi e questa è una lezione che Carlo, futuro Re, dovrà tenere bene a mente.

“Ogni persona

in questo sistema è

un estraneo smarrito,

solo e irrilevante”

Il tema principale di questa stagione è quello della maternità vista dalle donne della serie. Come ho detto La Corona verrà sempre al primo posto, questo però si ripercuote anche sul rapporto con i propri figli, soprattutto ora che sono cresciuti e questo non solo per Elisabetta II ma anche per Diana che sa benissimo che William, il primogenito, è destinato, un giorno, ad indossare quella Corona. Così vediamo diversi tipi di approcci nell’essere madre e al tempo stesso Regina, Principessa e Primo Ministro.

Gli ingressi dei nuovi “personaggi” non hanno però oscurato quelli “vecchi”. Vediamo Filippo, la Principessa Margaret (costretta a rinunciare a rappresentare la Corona in favore del nipote e con le prime avvisaglie della malattia), la Principessa Anna (alle prese con il suo divorzio), si aggiungono Andrea (Tom Byrne) e Edoardo (Angus Imrie), che conosciamo, mentre Elisabetta II cerca di capire chi sia il suo preferito e cerchi di fare un bilancio di lei nel ruolo di madre. Avremo anche il matrimonio di Andrea con Sarah Ferguson (Jessica Aquilina) ma che sarà messo in ombra (con il disappunto di Andrea) dall’affare di Stato fra sua madre, la Regina e il Primo Ministro.

“Lei è l’ossigeno che respiriamo, l’essenza del nostro dovere.”

Credo che con questa stagione abbiano voluto mostrare che la monarchia come concezione di “istituzione che serve a cancellare le crepe” non sia più così giustificabile. Anche l’ideologia secondo cui si potevano immolare queste persone alla “grande” causa è crollata. Ormai le grandi celebrità del mondo son altre e non i reali. Diana è stata il primo grande esempio storico di tutto questo. Ad un certo punto il suo status di celebrità ha superato il suo status di reale.

Tirando le somme devo ammettere che hanno superato il “test”, ho amato la scrittura velenosa e cattiva, ho amato tutti gli attori senza ovviamente dimenticare il comparto tecnico; scenografie, fotografia, colonna sonora veramente stupendi. Ad ogni modo sono curiosa di vedere nelle ultime due stagioni come Imelda Staunton e Johnatan Price interpreteranno rispettivamente Elisabetta II e il Principe Filippo mentre Lesley Manville sarà la Principessa Margaret, Dominic West il Principe Carlo e Elizabeth Debicki sarà la Principessa Diana.

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