Alska Mig 2, l’importanza della famiglia di fronte alle difficoltà

Alska Mig 2 (Amami) è la serie svedese che celebra la famiglia, in un modo sottile, quasi impercettibile, perché te lo fa capire solo alla fine, dopo aver sofferto e riso con i tre protagonisti, padre, figlia e figlio, alle prese con le loro vite complicate, ma con qualcosa in comune.

Ricordavo una vena quasi comica di Alska Mig 1, e mi aspettavo una continuazione in questo senso. Invece stavolta si passa alle cose serie, ai problemi relazionali, economici, esistenziali di Clara (Josephine Bornebusch, che è anche la regista), il padre Sten (Johan Ulveson), il fratello Aron (Gustav Lindh). E’ valsa la pena terminarla, per i valori che finisce per trasmettere, in una società alienata e apparentemente vuota di principi, senza mai scadere nello smielato. Si finisce per empatizzare con tutti loro, soffrendo e gioendo a momenti alterni.

Clara ora è fidanzata seriamente con Peter (Sverrir Gudnason) e tentano di avere un figlio, ma collezionano una lunga serie di insuccessi. Il rapporto si incrina, soprattutto nel momento in cui decidono di indagare per scoprire se ci sono problemi di infertilità. Aron ha lasciato la sua ragazza ma sono rimasti in buoni rapporti visto che hanno una bambina, convive con la migliore amica di lei, Jenny (Sofia Karemyr, ultimamente era in Partisan), lavora in uno studio legale ma non viene pagato come vorrebbe, e tra l’altro Jenny chiede insistentemente di comprare un appartamento più grande del bilocale in cui vivono. Sten si gode la vita con la sua nuova moglie, Anita (Görel Crona), che lo convince a vendere casa e a ristrutturare la sua, ma ben presto comparirà un personaggio legato ad Anita e le cose potrebbero cambiare…

In comune, i tre hanno fondamentalmente la problematica di non riuscire a comunicare con il loro partner, o di farlo nella maniera sbagliata. Si ritrovano puntualmente al telefono per confidarsi, chiedere aiuto (o soldi), sfogarsi di brutto. Il fardello è grande ma è grazie al loro legame che trovano la forza di andare avanti nonostante tutto. Aron e Sten continuano anche in questa stagione a vedere il fantasma della madre/moglie (Ia Langhammer) propenso a dare consigli per aiutarli nei momenti di difficoltà.

Intorno a loro girano persone che rappresentano il malcontento: dalla insoddisfazione sessuale alla sete di denaro all’accettazione di un rapporto univoco per paura della solitudine, e non mancano nemmeno i “friendzonati”. Amici, amori, famiglia, delusioni e speranze sono il quadro perfetto in una cornice dipinta di rosa come le belle albe di Stoccolma.

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