BUONGIORNO, VERONICA – In difesa di tutte le donne

Buongiorno, Veronica” non è solo il saluto che ogni mattina rivolgo a una delle mie amate piante ma anche il titolo di una serie brasiliana disponibile su Netflix dall’1 ottobre diretta da José Henrique Fonseca, Izabel Jaguaribe e Rog de Souza. “Bom dia, Veronica“, il romanzo di successo da cui è tratta che ha venduto più di 100.000 copie inedito in Italia, è stato pubblicato nel 2016 con lo pseudonimo di Andrea Killmore, sotto il quale si celano lo scrittore Raphael Montes e la criminologa Ilana Casoy. Montes vinse nel 2012 i premi Benviré e Machado de Assis per il libro “Suicida”, ma la sua opera più nota rimane “Giorni perfetti”.

La serie si apre in modo violento ed inaspettato: una donna di nome Marta Campos si uccide nella Stazione di Polizia di San Paolo davanti agli occhi di Veronica Torres (Tainà Muller), assistente della Sezione Omicidi alla quale aveva chiesto aiuto, e a tutto lo staff capitanato dal suo Capo/padrino Wilson Carvana (Antonio Grassi). Prima di spararsi un colpo alla testa la sconosciuta pronuncia questa frase “Non esiste l’amore ideale“: sembra trattarsi di una delusione amorosa.

Veronica “Vero” è figlia dell’ex Ispettore Julio Torres che anni prima era stato radiato dalla Polizia in seguito ad un’accusa di corruzione. A causa di questo fatto, in preda alla disperazione, il padre aveva ucciso la madre e si era poi suicidato, Veronica aveva scoperto l’accaduto tornando a casa da scuola: un trauma enorme per una ragazzina che la accompagna anche da adulta. In realtà Julio non è morto ma segretamente ricoverato in stato vegetativo in una clinica che solo lei e il suo Capo conoscono. Sposata felicemente con l’avvocato Paulo (César Mello) è madre di Rafa e Lila, ma il suo lavoro pur se monotono, burocratico e poco dinamico che svolge con rigore e coscienza, la tiene molto occupata e lontana da casa. Anche se non ha fatto l’esame per diventare agente Veronica è una donna coraggiosa, testarda, dotata di un grande intuito investigativo che mette la giustizia e la verità al primo posto come anche la tutela delle donne ed è pronta a tutto per aiutarle e proteggerle.

Grazie all’aiuto di Tania, una donna che testimonia un’esperienza simile a quella della povera Marta, Veronica capisce che “Amore ideale” è il nome di un sito di incontri utilizzato da uno stupratore seriale che si fa chiamare Giorgio (come mio fratello, no!) per truffare le donne che vi accedono. Dopo aver ricevuto l’eloquente richiesta di aiuto telefonico da parte di Janete Cruz (Camila Morgado) che non le lascia il numero, nonostante le opposizioni di Wilson e dell’ambiziosa Ispettrice Anita Berlinger (Elisa Volpatto), sua superiore, Veronica decide di iniziare da sola ad indagare su entrambi i casi con il supporto dell’abile collega informatico Nelson innamorato di lei.

Janete, apparente casalinga perfetta, vive in un’idilliaca casa confetto stile anni ’60 con il marito Claudio Brandao (Eduardo Moscovis), Tenente Colonnello della Polizia Militare che cerca di rendere padre dopo numerosi aborti. Ma la vita di Janete è in realtà un vero incubo: Brandao, considerato un eroe nazionale, è un marito dominatore che la tiene in scacco e con la sua complicità adesca giovani ragazze all’autostazione, offrendo loro un allettante impiego come domestiche molto ben retribuito. Tutte le sfortunate sono povere e provengono da Sao Luis, capitale dello Stato di Maranhao, e diventano vittime delle sue sadiche torture e dei suoi crudeli giochi mortali in un bunker ai quali Janete assiste senza vedere perché il marito la obbliga ad infilare la testa in una “bird box”, una scatola di legno che lui utilizza per i suoi adorati uccellini. Se lei lo denuncia lui la uccide. Veronica si trova così catapultata all’interno di un mondo perverso ed ignoto ma non si ferma davanti a nulla mettendosi in prima linea su tutti i fronti, scoprirà anche cose che non avrebbe mai immaginato relative al caso di suo padre a rischio della propria vita e di quella dei suoi cari. Il finale è aperto e fa sperare in una seconda stagione!

Il Brasile è famoso per la sua tradizione calcistica, i suoi carnevali, la “Capoeira”, la poesia e le telenovelas, ma non solo questo. Per me è la seconda esperienza dopo “Natureza morta” e devo dire che questa è stata molto piacevole: aldilà delle aspettative, in entrambi aleggia un’atmosfera cupa e sono presenti uomini con turbe mentali ed ossessioni psicologiche legate probabilmente al loro oscuro passato famigliare. La serie si basa sulla bravura dei tre attori principali che reggono molto bene i propri ruoli coinvolgendo lo spettatore. Apprezzabile la contrapposizione tra Veronica e Janete che vivono in ambienti famigliari speculari ma opposti: Veronica avvolta dal caldo abbraccio e supporto del marito Paulo e circondata dall’amore dei figli, Janete invece isolata e sola di fronte ad un vero mostro. L’unico appunto che posso fare alla serie peraltro ben girata è che andava approfondito di più il passato di Brandao e le motivazioni del suo atroce comportamento, cosa strana visto che una degli autori è una criminologa… Nota degna di rilievo: sui titoli di coda appare l’indirizzo “http://www.wannatalkaboutit.com“, una risorsa messa a disposizione da Netflix nella quale appaiono siti di appoggio per le donne vittime di violenze ed abusi. Non dobbiamo più subire ma avere il coraggio di denunciare. Chiudo confessando che adoro il portoghese, la loro parlata mi fa letteralmente impazzire ed in ogni caso consiglio la serie!

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