Preferisco essere odiata per ciò che sono, piuttosto che essere amata per ciò che non sono

Altro appuntamento con le serie britanniche, oggi due miniserie abbastanza recenti.

La prima è I HATE SUZIE. (Dramedy|SKY|2020|8 episodi) con Billie Piper, Daniel Ings, Leila Farzad. In Italia è inedita e i sottotitoli in italiano non sono ancora disponibili. Suzie Pickles è un’attrice dalla personalità non proprio lineare, che peggiora quando il suo telefono viene hackerato e alcune sue foto compromettenti vengono date in pasto al pubblico. La gestione dello scandalo sembra mettere a dura prova la vita professionale e personale della donna e la costringe a confrontarsi con fan sempre più invadenti.

.::Cosa ne penso::.

La serie è deliziosamente frustrante, sincera e coraggiosa; mette in scena la follia quotidiana, l’ingiustizia e le incomprensioni. In ogni episodio vediamo Suzie attraversare una nuova fase o emozione: negazione, paura, vergogna, contrattazione, senso di colpa, rabbia e infine accettazione. Suzie è autocommiserante, autosabotante, qualche volta grottesca e un po’ antipatica ma anche molto divertente. Gli 8 episodi scorrono molto bene grazie anche ad una buona scrittura che la rende divertente e brillante. La recitazione è perfetta: la Piper è spettacolare ma anche Leila Farzad nel ruolo di Naomi e Daniel Ings in quello del fastidioso Cob risultano credibili. Billie Piper e Lucy Prebble dovrebbero collaborare più spesso perché hanno creato davvero un prodotto che vale la pena di vedere, e spero vivamente in un rinnovo.

La seconda è THE SINGAPORE GRIP (Period Drama|BBC First/ITV|2020|6 episodi) con David Morrissey, Jane Horrocks, Georgia Blizzard, Elizabeth Tan, Luke Treadaway, Charles Dance, Colm Meaney. In Italia è inedita ma i sottotitoli in italiano sono disponibili. Ambientata nella Singapore coloniale durante la seconda guerra mondiale, segue una ricca famiglia britannica mentre lotta per preservare i propri affari. Un ritratto avvincente di una società in declino e una famiglia aggrappata a un mondo che si sta sgretolando intorno a lei.

.::Cosa ne penso::.

Una buona miniserie che ricrea un “buon” ritratto del colonialismo britannico (il cattivo comportamento e gli atteggiamenti superiori dei coloni verso chiunque) ma che purtroppo non ne sfrutta appieno il potenziale perché la butta nell’intrattenimento leggero; amo lo humor britannico ma qui a mio avviso è stato un po’ troppo marcato, facendo sembrare la serie una sorta di satira. Ho apprezzato moltissimo le ambientazioni e la ricostruzione degli ambienti, ma la recitazione, nonostante i nomi importanti, l’ho trovata un po’ piatta. Ad ogni modo la consiglio perché il prodotto vale comunque la pena.

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