Tjockare an Vatten 3, quando una maledizione si accanisce…

Il Delitto e Castigo svedese è tornato con una terza stagione che nulla ha da invidiare alle altre due, per quanto riguarda regia, ambientazione, psicologia dei personaggi, ecc. La differenza che si nota è un senso di rassegnazione che avvertiremo tutto il tempo.

La sorte dei tre fratelli Waldemar non è mai stata benevola, nessuna famiglia svedese è forse così sfortunata, tormentata, angosciata. Tutto nasce da traumi infantili avvenuti sulle isole Åland, dove il tempo si è fermato e si vive prevalentemente di turismo (per intenderci, sono le stesse isole dove hanno girato Pippi Calzelunghe). Un’isola la si ama o la si odia, c’è poco fa fare. Dei tre fratelli soltanto Oskar (Joel Spira) è rimasto legato alle sue radici e alla gestione dell’albergo insieme a famiglia e madre, che nella prima stagione si suicida lasciando volontà ben precise: o gli altri fratelli torneranno sull’isola e gestiranno l’albergo insieme a Oskar, o non erediteranno nulla.

Il suo obiettivo era recuperare rapporti che si erano andati deteriorando nel tempo a causa di avvenimenti del passato difficili da digerire. Jonna (Aliette Opheim) ha una carriera avviata di attrice, Lasse (Björn Bengtsson) non ha mai concluso molto nella vita e si ritrova spesso e volentieri nei pasticci, facendosi coinvolgere in attività non proprio legali.

Sconsiglio di proseguire nella lettura se non avete visto le due stagioni precedenti…

Lasse, Oskar e Liv

Ci eravamo lasciati con un delitto involontario e l’albergo andato a fuoco. La moglie di Oskar, Liv (Jessica Grabowsky), aveva tradito suo marito per il fratello Lasse, un amore adolescenziale mai dimenticato, ed era rimasta incinta. Sono passati alcuni anni, Lasse esce di prigione dopo aver scontato la pena per omicidio colposo, le ultime esperienze lo hanno molto cambiato, è un uomo solitario, si rifiuta di conoscere il figlio avuto con Liv che ora ha 3 anni, non si illude che la figlia Kim (Molly Nutley) l’abbia perdonato, non ha un’idea chiara su cosa farà a parte firmare la vendita dell’albergo e del terreno alla famiglia Rosén, da sempre in guerra con i Waldemar per diverse questioni. Ora che il capostipite George ha raggiunto un accordo con Liv e Oskar, sembra sia tutto sistemato.

Filip Berg

E invece no. George improvvisamente scompare, e a prendere le decisioni sul contratto subentra il figlio Mikael (Tobias Zilliacus) che la pensa diversamente dal padre. Arriva anche il fratello, Tom (Filip Berg), odiato a morte dai Waldemar per qualcosa che ha fatto a Jonna in passato. Jonna torna per la firma del contratto, ma fa uso di droghe, è tormentata da quello che è successo nella seconda stagione, in preda ai sensi di colpa e ai rimorsi cercherà consolazione in un rifugio spirituale, ma il fantasma della madre le appare costantemente per rimarcare le sue colpe. Vedremo poco Aliette Opheim, l’attrice, come saprete, ha lavorato molto ed è stata anche co-protagonista in Kalifat. La terza stagione ruota intorno a Oskar e Lasse.

Molly Nutley

Insomma, si ripetono gli schemi che abbiamo visto in precedenza, la guerra tra famiglie, la scomparsa di una persona, i sospetti, altre indagini, ma stavolta quello che traspare di più è la rassegnazione di una famiglia nell’accettarsi per quello che è. E questo significa proteggersi l’un l’altro costi quel che costi. Non c’è più voglia di farsi tormentare da dubbi e non ci si può più permettere di cedere. La sorte dei Waldemar è segnata, c’è una maledizione che li perseguita e che si trasmette sui figli, l’unico modo per uscirne è imbracciare le armi e combattere contro tutto il resto del mondo. Verrà affrontato anche il tema della malattia, fin dalla prima puntata scopriamo che uno dei personaggi ha il cancro e un plauso alla recitazione qui è sinceramente dovuto.

Molly Nutley e Saga Sarkola
nei panni di Cecilia, figlia di Oskar

Il finale è un pugno nello stomaco ma, come dicevo, la strada che i fratelli hanno scelto è una sola e non sono ammesse deviazioni. Al momento non si sa nulla su un’eventuale quarta stagione, incrociamo le dita perché Tjockare an Vatten (aka Thicker than Water) è, a mio parere, una delle serie scandinave più belle in assoluto.

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