La Caccia alle Streghe in Norvegia è tornata – Heksejakt

In Norvegia è appena andata in onda Heksejakt (Caccia alle Streghe), un drama/thriller creato da Siv Rajendram e Anna Bache-Wiig (le stesse autrici di Frikjent e Utøya: July 22, il film che narra la storia dell’atto terroristico in un campus avvenuto nel 2011) e prodotta da Miso Film, che parla di “varsler“, concetto norvegese reso anche dal termine inglese “whistleblower” (talpa, informatore). Per “varsler” si intende l’informatore che rivela attività illecite dell’amministrazione o dell’azienda per cui lavora e che per punizione viene licenziato. In Norvegia negli ultimi anni ci sono stati diversi scandali relativi a questi avvenimenti.

Ida Waage, interpretata da Ingrid Bolsø Berdal, nota nel ruolo di “Armistice” in Westworld, serie di successo targata HBO, è direttore finanziario di uno dei più importanti studi legali del paese, ed è riuscita negli anni a farsi strada in un mondo dominato dagli uomini. Ma quando riceve una fattura sospetta, rifiuta di firmare, indaga e scopre che l’azienda sta coprendo il reato di riciclaggio di un cliente. La decisione di denunciare la questione ai capi comporterà conseguenze drammatiche.

La serie ha vinto due premi durante il Gullruten 2020: sono state premiate Ingrid come migliore attrice e Sara Khorami come migliore coprotagonista. Lo show è apparso anche nelle nomination come miglior drama, miglior fotografia e scenografia.

Tra i personaggi, ritroviamo il cast di Kampen for tilværelsen (Lotta per la sopravvivenza, serie commedia/black humour norvegese del 2014, se non l’avete vista vi consiglio di recuperarla): Axel Bøyum (conosciuto anche in Eyewitness), Mads Ousdal (Wisting), Ola G. Furuseth (Mammon).

Le autrici hanno sposato la causa del realismo sociale, per questo le adoro, e qui si focalizzano sulle conseguenze psicologiche di una persona che lotta per la giustizia. Sembra strano, ma anche in un paese all’apparenza perfetto come la Norvegia queste persone, che dovrebbero essere protette, vengono lasciate completamente sole. Durante la scrittura del progetto ci sono state le manifestazioni del #MeToo, una coincidenza perfetta per la trama.

Ma a chi si sono ispirate Siv e Anna? Al caso di un’ex-dirigente d’azienda, Kari Breimer, che si rifiutò di firmare un assegno destinato ad un politico e di conseguenza fu licenziata. Dopo i fatti, Kari scrisse un libro sulla sua esperienza. Inoltre, raccontano di aver tratto ispirazione anche dal dramma teatrale di Ibsen “Un nemico del popolo” del 1882, con protagonista il dottor Thomas Stockmann, che decide di denunciare la contaminazione delle acque della sua città, ma viene osteggiato dal sindaco, che tra l’altro è suo fratello, e poi dal resto della cittadinanza. E’ sua la celebre frase: “L’uomo più forte del mondo è anche quello più solo”.

Il reato che scopre Ida va ben oltre il riciclaggio di denaro dell’uomo più ricco della Norvegia: il complotto che vede coinvolti diversi suoi colleghi si estende a livello statale. Ida non è l’eroina classica che si trasforma in poliziotta, ha paura, è fragile, vorrebbe solo fare il proprio lavoro. Si affida alla polizia, collabora con una giornalista interessata allo scandalo. Non aspettiamoci scene di azione dunque, ma tanti dialoghi, sguardi in primi piani, occhiate furtive. I creatori ci tengono a spingere lo spettatore a riflettere senza utilizzare scene forti. (dramaquaterly)

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