L’esclusione di Éric Cantona – Lavoro a mano armata

Immagina: sei un uomo di mezz’età, spensierato per quanto possa esserlo un uomo della tua età, in fin dei conti felice.

Fino a quel momento la vita è stata una discesa a valle senza ostacoli: hai avuto un’infanzia normale, hai studiato, ti sei laureato, hai trovato un buon lavoro. Hai incontrato quello che per te è l’amore della tua vita, hai contribuito a mettere al mondo due splendide figlie. Hai avuto l’opportunità di crescerle in serenità e di dotarle di un’istruzione superiore.

Fino a quel momento non avevi mai pensato più di tanto a quello che ti circonda; d’altra parte la vita è così, ti risucchia, le cose accadono, il tempo passa e tu nemmeno te ne accorgi. Ah, come vola il tempo! Avevi sempre guardato con distacco ed anche con leggero fastidio ai problemi del mondo, in fin dei conti QUEL mondo ti aveva garantito benessere e serenità; un uomo ordinario come te non ha tempo di occuparsi di massimi sistemi.

Poi però accade qualcosa, un evento, negativo. Pensi, “ok, è solo un momento, può capitare”, però stranamente quel primo evento porta con sé un’altra conseguenza negativa e questa seconda un’altra ancora, ed un’altra ancora, in un crescendo che inizia a sembrare senza fine.

Inizi a realizzare allora che quella che credevi una discesa a valle è in realtà una risalita che prende sempre piu le caratteristiche di un’arrampicata; che non tutti gli ostacoli sono superabili e magari non sono lì per caso. Sai cosa? In fin dei conti non è neanche colpa tua, tu hai fatto tutto ciò che dovevi fare: hai studiato, hai lavorato, sei diventato genitore responsabile ed amorevole. Sei stato il proverbiale cittadino modello. E allora? Cosa succede? Perché nessuno mi ascolta? Perché trovo solo porte chiuse? Perché giorno dopo giorno tutto mi sembra sempre meno chiaro e più confuso?

E’ in questo momento che inizi ad accumulare rabbia, più ne accumuli più tutto diviene chiaro: la tranquilla discesa a valle non è che un’illusione, è solo un sentiero privilegiato tra i tanti accidentati che potevano capitarti. Inizi a vedere cose che prima non percepivi neanche: vedi gli invisibili, gli déi, gli ingranaggi, gli scarti del processo, i percorsi volontariamente non liberi di impedimenti e quelli, invece, sgombri. Una sete di giustizia cresce in te tanto da divenire un fardello troppo pesante da portare.

Decidi di vendicarti, di elaborare un piano che ti restituisca la dignità e la giustizia… che qualcuno ti ha portato via.

Questa è la storia di Alain Delambre, raccontata a grandi linee nella serie di ARTE TV “Lavoro a mano armata” distribuita da Netflix. Un ottimo cast, una regia puntuale ed una scrittura che pennella una realtà sempre più complessa ma che mantiene il pregio di non andare mai troppo a fondo. Ciò permette a questa serie di mantenere la sua impostazione action con un ritmo avvincente. Non mi dilungherò troppo nei dettagli, la serie mi è piaciuta e la consiglio anche a chi non è amante del genere.

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